Abbiamo festeggiato i nostri primi quarant’anni tirando le somme di quanto costruito e possiamo dire che il progetto Rotaract prosegue con successo.
Ora dobbiamo continuare nel nostro percorso perché ancora molti obbiettivi e molte mete ci attendono, perché siamo quella rivoluzione silenziosa che, colpendo nella profonda coscienza dei singoli, rendendoli consapevoli del proprio ruolo nella società, tende al miglioramento delle capacità e della sensibilità di ognuno.
Un miglioramento che non è fine a se stesso ma è rivolto al prossimo: se siamo in grado di affrontare gli ostacoli e le questioni che ci si presentano, potremo metterci al servizio degli altri offrendo il nostro sostegno ed aiuto.
Il significato del motto di quest’anno “Imparare, realizzare, insegnare” rappresenta la sintesi del circolo virtuoso che viene proposta in quest’anno rotaractiano.
Imparare, per apprendere e comprendere i principi ed i valori che devono supportare la nostra condotta.
Realizzare, per trasformare quanto abbiamo imparato in realtà evitando che rimanga solo un’idea, un sogno.
Insegnare, per passare il testimone alle prossime generazioni, impedendo che tutto quanto appreso e realizzato possa cadere nell’oblio.
La magia insita nel Rotaract è quella di avvicinare persone apparentemente diverse insegnando loro il significato della condivisione dei progetti e della grandezza del dialogo, rendendo concrete le idee che scaturiscono da questo incontro.
Ma perché questa magia possa nascere occorre un ingrediente fondamentale: i rotaractiani, voi, noi che inizino a parlare e pensare al plurale, in un’ottica locale, nazionale, internazionale.
I greci, per valutare se un’esperienza fosse stata positiva, si chiedevano se l’avessero vissuta con passione ed entusiasmo; se mi dovessi fare questa domanda risponderei che i miei anni nel Rotaract mi hanno fatto provare entrambe le sensazioni perché ho conosciuto persone straordinarie, come voi.
Spero che questo entusiasmo e questa passione possano pervadere le nostre azioni ed i nostri sogni.